Conservazione inventiva

Produzione del territorio ad opera di un progetto paesaggistico

Indirizzo di sistemazione dello spazio volto a conciliare a conservazione di elementi concreti del paesaggio per ragioni storiche, ecologiche, economiche, simboliche o estetiche, e l’ideazione di forme innovative che corrispondano a nuove o antiche funzioni e utilizzazioni del territorio. Più familiare agli architetti, questa nozione è di applicazione corrente nella progettazione da parte degli architetti del paesaggio; ma può essere estesa a qualsiasi spazio rurale o urbano ove la committenza pubblica richieda un paesaggio, o che consenta l’individuazione di strutture paesistiche permanenti (rilievo, corso d’acqua, forme vegetali o minerali, monumenti, beni ambientali ecc.) suscettibili di valorizzazione, o, infine, nel cui caso un progetto paesaggistico funga da discriminante tra forme durature ed effimere, evidenziando le condizioni in cui gli attori sociali le producono, e potrebbero produrle in altro modo tenuto conto dell’interesse generale. Come dice infatti Alain Touraine, non vi è motivo di scegliere tra memoria e modernità. E preferibile ricomporre la relazione territorializzata tra l’uomo e il mondo —la sua identità connettendo, da una parte, il passato e il futuro e, dall’altra, la cultura, l’ecologia e l’economia. (Pierre Donadieu)

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