Progetto di Concorso per il Centro Civico del quartiere Isola-Garibaldi

Progetto per il Centro Civico del quartiere Isola-Garibaldi, da realizzare
nel parco pubblico “La Biblioteca degli Alberi”, nell’ambito del
Programma Integrato di Intervento Garibaldi-Repubblica situato in
Milano

PROSPETTI 1 collage 3
Il progetto per il nuovo Centro Civico situato nel Parco Pubblico “La Biblioteca degli Alberi”,
interpreta l’incontro (scontro), che ha luogo proprio nell’area d’intervento, tra due diversi
tipi di città.
L’incontro e integrazione, tra questa ed altre “differenze”, che in questo luogo “dovrà”
avvenire, è espresso assumendo il tema del grande tetto e degli spazi sospesi quali
metafore architettoniche.

Le due città sono, la prima, quella tradizionale, la città chiusa o murata, che si costruisce
attraverso l’isolato urbano, e che definisce i luoghi urbani come luoghi interni (la strada, la
piazza): questi sono i luoghi d’affaccio degli elementi urbani che li si rappresentano e da li
vengono riconosciuti. La seconda è quella post-moderna (o globale), che nasce sullo stesso principio di quella aperta e moderna di Le Corbusier ed Hilberseimer, e dove la sfumatura post-moderna è ottenuta attraverso un alto grado di spettacolarizzazione e
autoreferenzialità degli edifici. Questo secondo tipo di città elegge la natura (il parco) a suo
contesto di costruzione, e in cui la forma del luogo risulta dal sistema delle relazioni che si
stabiliscono fra elementi urbani distinti.

TAV 2 DEF

Il progetto, infatti, si insedia nel contesto, saturando il lotto d’intervento, e connettendosi
al margine urbano che si conclude senza soluzione di continuità ai margini del parco, con la parte nord dell’edificio proposto. Nello stesso tempo lascia il Piano Terra completamente
permeabile al parco ed ai suoi flussi, sospendendo i corpi che contengono le funzioni
principali al di sopra di esso.
I piani superiori, soprattutto nella parte sud del progetto, sono pensati come teche
sospese, appese ad un grande tetto, sostenuto da un ordine gigante di fitti sostegni
filiformi. Il riferimenti rimandano, da una parte, ai filari e alle coltivazioni di pioppi che
incontriamo in campagna, dall’altra, ad una voliera, in cui le persone sono come sospese
nelle grandi teche vetrate.

A suo modo, l’edificio può anche essere interpretato come un “raumplan”, che proietta lo
spazio urbano nel parco.
L’edificio si lega si allo sfrangiato margine urbano, ma si pone nel parco come elemento
autonomo e caratterizzato.

PROSPETTI 3 collage 3

Anche dal punto di vista funzionale l’edificio è caratterizzato dal concentrarsi delle
principali funzioni al primo e secondo piano, lasciando al pian terreno, permeabile al parco,
quelle strettamente necessarie: oltre al blocco dei collegamenti verticali e agli ingressi –
passanti da nord a sud -, un ufficio aperto al pubblico, la caffetteria, e locali tecnici, tutti
situati a nord del lotto. Al piano primo, le aule e un laboratorio, a nord, e a sud una sala di
lettura, come “teca sospesa”. Al secondo piano, sempre sul bordo nord, aule e laboratorio,
e a sud l’aula polifunzionale, come “teca sospesa”.

Gli ambienti dell’edificio sono separati dall’esterno attraverso membrane di vetro
schermate in vario modo, e dai fitti sostegni del tetto, che possono essere realizzati con
legno o ferro verniciato.

AtelierTransito © 2014

 

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