“L’AZZURRO DEL CIELO”

CONCORSO D’IDEE PER LA PROGETTAZIONE DEL NUOVO TEMPIO
SOCREM PRESSO IL CIMITERO MONUMENTALE DI PAVIA

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SIGNIFICATO E RAPPORTO CON IL CONTESTO
Il progetto per il nuovo Tempio SOCREM per il Cimitero Monumentale di Pavia, si configura interamente attraverso il rapporto con il contesto: sia dal punto di vista materiale e formale, che da quello immateriale, del rapporto con la luce.
L’edificio è costituito da due elementi in dialogo dialettico tra loro: uno massiccio e chiuso (il tempio-scrigno), l’altro leggero e traforato (il filtro). Entrambe gli elementi sono in rapporto privilegiato con la luce: “l’azzurro del cielo” che inonda i vasti cortili del Cimitero Monumentale di Pavia.

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Il tempio-scrigno, che contiene i loculi per le urne cinerarie, è costituito da un parallelepipedo in cemento armato, di pianta quadrata (16,40×16,40m.), e che si configura come uno spazio coperto a volta in entrambi i piani che lo costituiscono. L’altro elemento è composto da un filtro aperto traforato, in mattoni bruniti faccia-vista, che segue e delimita l’intera estensione dell’area d’intervento (20x20m.). Tra questi due elementi si apre un vuoto di 1,50m. di larghezza, che separa il tempio- scrigno dal muro di contro terra e dall’elemento filtrante, e che contiene i collegamenti verticali, costituiti: da una rampa per diversamente abili, che avvolge il tempio-scrigno, e una scala longitudinale che si estende sul lato sud. Questo vuoto costituisce la soglia tra interno ed esterno, ed è qui che si consuma la dialettica fra i due elementi che compongono il progetto.
Il tempio a volta, da una parte, è in rapporto formale con gli archi che avvolgono i cortili del Cimitero Monumentale (una volta, geometricamente, rappresenta la traslazione in profondità di un arco), dall’altra con la luce del cortile, “l’azzurro del cielo” che, attraverso
la particolare sezione dell’edificio, lo attraversa per scendere fino al piano interrato. Infatti, le volte che coprono i due piani del tempio non sono coincidenti in senso verticale ma traslate per dare modo alla luce di attraversare anche la soletta, creando così una sezione dinamica e uno stimolante sistema spaziale.
L’elemento filtrante in cotto, dialoga con le decorazioni degli archivolti e dei sottogronda in terra cotta del cortile monumentale, ed è in rapporto diretto con la luce del cielo che inonda i grandi cortili del cimitero. Questo filtro funziona come quelli che si vedono nelle cascine diffusissime qui nel pavese, la sua tessitura filtrante consente infatti ad una luce attenuata di pervadere la rampa, le scale, e l’ingresso del tempio.
L’ingresso, che si trova sull’angolo sud-est del fabbricato, si apre, a differenza di tutti gli altri fronti del tempio-sacello che sono ciechi, in una vasta vetrata colorata con tonalità azzurre, e copre l’intero lato sud del piano terra. La grande vetrata colorata, che costituisce un elemento multi religioso per eccellenza, è qui, in dialogo diretto con l’elemento filtrante in cotto e inonda. L’elemento filtrante svolge una terza funzione, oltre a quella filtrante per la luce e di soglia che contiene i collegamenti verticali, tra l’esterno e il tempio-scrigno; quella di nuovo fondale per le cappelle e le lapidi esistenti, che contornano in maniera irregolare e frammentaria – per forma e dimensioni -, l’area di progetto. Nell’interno dei fabbricati sono assenti decorazioni ed elementi simbolici che rimandano
ad una religione specifica e l’intero tempio afferma il suo significato multiculturale, pur  essendo in stretto rapporto con il luogo.

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ESPLOSO BASE

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CARATTERISTICHE FUNZIONALI, DISTRIBUTIVE E COSTRUTTIVE
L’ingresso che avviene sull’angolo sud-est dell’edificio, al centro del grande cortile, immette al piano terra del tempio soprelevato di 30 centimetri dalla linea di terra, e servito da una scala e una rampa frontali all’ingresso. La distribuzione all’interno del tempio-scrigno, è ordinata attraverso corridoi longitudinali sulle cui pareti sono disposti i loculi per le urne cinerarie, che si estendono anche su tutti i lati perimetrali del tempio. Tutti i vani del tempio, al piano terra e al piano interrato, sono coperti a volta, e illuminati con luce zenitale – grazie alla particolare conformazione della sezione dell’edificio.                                                                 Al piano terra, lungo i quattro corridoi che lo distribuiscono, si aprono, nelle pareti che contengono i loculi, alcune panchine-finestre che affacciano direttamente sui pozzi, grazie ai quali la luce è convogliata al piano interrato, mettendo in rapporto diretto i due piani dell’edificio. Questi pozzi, aperti tra le volte che coprono il piano terra, sono
internamente colorati in azzurro, cosicchè una luce colorata possa riverberare all’interno dell’intero tempio.
Anche al piano interrato, delle panche e fioriere possono essere poste sotto i profondi lucernari che cadono a questo piano, proprio al centro delle volte.
L’ ingresso del piano interrato si apre sull’angolo sud ovest del tempio-scrigno, e si raggiunge attraverso una scala ad una sola rampa che si estende sul il lato sud, e una rampa per diversamente abili, che avvolge gli altri lati del tempio.
Il sistema delle risalite, assolve anche una funzione di intercapedine, separando la zona interrata dai muri contro-terra.
Lo spazio interno del piano interrato, è suddiviso da tre ampie navate divise dai loculi, mentre sui lati perimetrali sud e nord, si aprono più intime cappelle contenenti anch’esse dei loculi. Inoltre a questo piano trovano posto anche un locale servito da impianto idrico per
attingere acqua, e da un profondo vano chiuso (intercapedine tra tempio e muro contro terra), che si apre sotto la prima rampa per diversamente abili, che scende sul lato est.
La distribuzione interna è estremamente libera, e permette una circolazione diversificata.

Tutti i locali del piano terra e di quello interrato sono dotati di illuminazione artificiale, che trova posto in scanalature e appositi porta lampade agli attacchi delle volte, sopra i loculi.
Il numero di loculi totali contenuti nel tempio superano abbondantemente quello richiesto dal bando.
L’edificio è costruito completamente in cemento armato a vista verniciato in alcune sue parti – anche i pavimenti sono in battuto di cemento levigato.
Il grigliato esterno è edificato in mattoni bruniti a vista, mentre I loculi sono prefabbricati e realizzati in CLS, finiti con profili e coperchi in marmo.
La copertura, i pluviali e le scossaline sono in lamiera zincata, e tutti i serramenti e i lucernai sono realizzati in alluminio verniciato di nero.
La vetrata che chiude la zona di ingresso a sud del tempio è realizzata con vetri colorati.
La scelta di questa tecnologia edilizia (cemento armato), è dovuta, da un lato, all’idea di scrigno chiuso che si vuole ottenere per il tempio, in rapporto dialettico con la leggera griglia in mattoni, dall’altro lato, oltre che per il suo costo contenuto, per la facilità e plasticità di questo materiale utilizzata sia per la realizzazione delle volte che per
l’impianto ipogeo. Inoltre questa tecnologia richiede complicate e costose finiture, e neppure un’eccessiva manutenzione.

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©AtelierTransito 2015

 

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