BEREGUARDO PONTE DI BARCHE

Progetto per il Ponte di Barche di Bereguardo sul fiume Ticino

Per AtelierTransito questo progetto possiede soprattutto un valore simbolico: l’architettura si assume, in questo caso, la responsabilità delle scelte e dei programmi che la politica stessa si rifiuta di produrre, arroccandosi, come sempre accade, nelle casematte del clientelarismo e della paralisi istituzionale. Domani, liberate dalle necessità dell’emergenza, si potranno prendere decisioni disastrose ma convenienti.

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Infatti, le decisioni strategiche che riguardano il futuro del Ponte di Barche di Bereguardo sono da tempo bloccate su posizioni estreme e improduttive: abbandonarlo e prima o poi smantellarlo, oppure adeguarlo di continuo a funzioni veicolari per cui è totalmente inadatto.

Entrambe le posizioni risultano inammissibili sia dal punto di vista economico che simbolico. Da una parte risulta insostenibile la sua continua e costosissima manutenzione per adeguarlo alla funzione viabilistica di leggera e media portata, funzione che ne svilisce anche la memoria storica. Dall’altra parte, il suo abbandono – che richiederebbe comunque i costi per una sua sostituzione e quelli per il suo smantellamento – rappresenterebbe, senza alcun dubbio, una gravissima rimozione storica e paesaggistica.

La miglior soluzione per il futuro di questa storica infrastruttura, potrebbe anche essere la più semplice: costruire un altro viadotto a fianco del ponte di barche, mantenendo per quello su chiatte una funzione leggera ciclopedonale, che ne esalti la valenza paesaggistica, turistica e ricreativa. I costi di manutenzione per la funzione ciclopedonale sarebbero esigui e ben sopportati dalle attività commerciali nuove e vecchie presenti nel luogo, gli alti costi di manutenzione costanti nel lungo periodo, invece, potrebbero essere dirottati verso la realizzazione di una nuova viabilità medio-leggera che, libera da vincoli storico-monumentali, necessiterebbe in futuro di una normale manutenzione ordinaria.

La proposta progettuale di AtelierTransito è la semplice traduzione di tale premessa: prevedere un rinnovamento viabilistico ad est del Ponte di Barche, liberando dalla funzione veicolare, altre al ponte, due lunghi tratti di strada fino all’innesto con la nuova viabilità, dove sono previsti un nuovo parcheggio sterrato a nord, e il raddoppio di quello a sud, di servizio alle attività ricreative esistenti (piscine, ristorante-bar, discoteca). Prevedere, lungo la nuova strada pedonale e ciclabile, oltre a quelle esistenti, altre attività agrituristiche, ricreative e sportive, puntiformi e non invasive. E anche sul ponte, sfruttare la possibilità di installazioni leggere adibite a diverse funzioni, come in passato; quando su di esso sorgevano le casette di legno giallo dei guardiani, smantellate poi con la sostituzione delle chiatte.
Anche l’imbarcadero esistente potrebbe essere migliorato, e le zone di resilienza (gli spiaggioni di ghiaia) potrebbero essere interessati da progetti paesaggistici effimeri, oltre che essere utilizzati, come avviene da sempre, come spiagge tranquille dove  prendere il sole e rilassarsi.

©AtelierTransito 2015*

*Progetto Mario Ricci

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