RadaP _ in situ_#3_ Installazioni Paesaggistiche Involontarie

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Imboccando il raccordo autostradale che collega la tangenziale di Pavia al casello di Bereguardo, ci imbattiamo nelle delimitazioni dei lavori di potenziamento che dovranno interessare questo tratto di strada, nei prossimi mesi. Sono realizzate, come accade spesso nella delimitazione dei cantieri edili, con reti di polietilene rosse a fori ovali, di circa 1,50-1,80 metri di altezza, sostenute da sottili picchetti in tondino di ferro. Con lievi spezzate, queste strisce rosse accompagnano l’intero tracciato dei 12 km circa di strada a due corsie per ogni senso di marcia, così come il percorso dell’automobilista che la percorre. Qualcosa di simile a quello che AtelierTransito aveva proposto nel progetto “Raumplan da Pioppeto, installazioni paesaggistiche in movimento”, per coloro i quali attraversano la campagna coltivata. La stessa campagna attraversata da questa infrastruttura automobilistica. I lunghi nastri rossi sono una sorta di compagno di viaggio, un segnale estetico o sensoriale, che ci indirizza nel nostro transito, o da cui ci discostiamo e che guardiamo a distanza: recita lentamente la sua lunga litania ricalcando le forme di un paesaggio in continua mutazione, invitandoci all’immersione esperienziale. Sta di fatto, che ai nostri occhi si tratta di una verifica casuale, di quanto proposto qualche tempo fa. Anche se declinato in maniera e modalità differenti dal progetto RadaP, possiamo considerare questo intervento come un’istallazione paesaggistica involontaria, dato che è sempre l’interpretazione di ciò che vediamo che ne contraddistingue il significato.

Testo Mario Ricci. Fotografie(ritoccate) Mario Ricci

© AtelierTransito 2014

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