Artificiazione

Processo artistico che trasforma e abbellisce la natura, sia direttamente (in situ), sia indirettamente (in visu), per mezzo di modelli  

L’idea di una “nature artialisée”, “artificiata”, compare per la prima volta in Montaigne (Essais, III, “Sur des vers de Virgile”); ed è ripresa, allusivamente, da Charles Lalo neIl’Introduction à l’esthétique (Armand Colin, Paris 1912). A mia volta, le ho conferito statuto nominale e dinamico — “artificiazione” — in Nus et paysages (1978) e soprattutto in Court traité du paysage (1997), di cui costituisce la nozione portante. Occorre distinguere tra le due modalità, diretta e indiretta, dell’artificiazione. Se si assume a esempio il corpo femminile, l’arte dispone in effetti di due procedimenti suscettibili di convertire in oggetto estetico una nudità che, di per sé, è neutra. L’uno consiste nell’inscrivere direttamente il codice artistico nella sostanza corporea, in vivo, in situ, ed è il caso di tutte quelle tecniche, ritenute arcaiche e ben note agli etnologi, pitture facciali, tatuaggi, scarificazioni, intese a trasformare la donna in opera d’arte ambulante, variopinta, cesellata o scolpita a seconda che la sentenza dell’arte vi si applichi, si imprima, si incrosti o si incarni. Il secondo procedimento è più economico, ma maggiormente sofisticato. Esso consiste nell’elaborare dei modelli autonomi, pittorici, plastici, fotografici ecc., da schedarsi sotto il modello generico del Nudo contrapposto alla nudità. Il che richiede tuttavia un passaggio supplementare (in visu) attraverso lo sguardo, che deve infatti intridersi dei suddetti modelli, lasciarsene modellare, per artificiare a distanza e, alla lettera, abbellire con l’atto percettivo la nudità femminile. Altrettanto avviene per la natura, nel senso corrente del termine. O l’arte opera direttamente sulla base naturale, in situ: ed è questo il caso della millenaria arte dei giardinieri e, a partire dal Settecento, dei paesaggisti; oppure agisce indirettamente, in visu, tramite la produzione di modelli, pittorici, letterari ecc. Così, la montagna che in Occidente era guardata con indifferenza se non con repulsione, assurge nell’Età dei lumi a vero e proprio paesaggio grazie alla mediazione di poeti, romanzieri, pittori, incisori… L’artificiazione è dunque la condizione di possibilità di ogni pratica e percezione paesistiche. (Alain Roger)

vedi in visu-in situ

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